Tutto comincia con questo twitt di Alessandro Guerani : https://twitter.com/aleguerani/status/462036032033390592

Di cosa si parla? Del lavoro minimo garantito e della sua retribuzione rispetto alla soglia minima di povertà in USA.
Cominciamo quindi a chiarire.

Il lavoro minimo garantito, detto Job Guaranted (JG ), e’ una proposta inserita nella più ampia teoria economica chiamata MMT.
Di cosa si tratta? Presto detto : durante una fase di crisi economica, con conseguente crisi di domanda, essendo tutti gli operatori privati pro ciclici, che tendono cioè a comportamenti giustamente prudenti e meramente conservativi,se non ulteriormente recessivi, solo lo stato (a sovranità monetaria ) ha la possibilità di spendere a deficit.
Ecco allora che, in presenza di aziende che chiudono e/o licenziano, la disoccupazione aumenta, innescando una spirale che porta a ulteriore calo di domanda ( un disoccupato difficilmente spende oltre la soglia del suo semplice mantenimento).
Attenzione, evidenzio il fatto che siamo in presenza di scarsità di domanda, non di scarsita’ di capacità produttiva.
Cosa manca quindi?
Ogni crisi ha la sua origine, Weimar e Zimbawe a parte, ove a mancare erano i beni, in quasi tutte le altre crisi recenti, mancava la liquidità.
Come immettere liquidità nel sistema senza che questa generi inflazione, bolle, o peggioramenti di CA ( Current Account) ?
Gli strumenti che uno stato a sovranità monetaria sono vari : tra questi, la possibilità di fungere da prestatore di lavoro di ultima istanza, cioè di garantire, in fase di crisi economica, per chi lo vuole, un lavoro e uno stipendio. Questa offerta di lavoro dovrà essere effettivamente orientata alla produzione di beni e servizi, con garanzie sociali, assicurative, di sicurezza, complete.
Si eviteranno quindi cassa integrazione e ogni altro ammortizzatore sociale classico riferito alla disoccupazione.
Inoltre, la creazione di beni e servizi reali, impedirà ai salari corrisposti di alimentare fasi inflattive che la spesa statale assistenziale a pioggia genererebbe.
Ma torniamo al twitt suindicato e alle critiche portate al JG da Guerani.
Le cifre che vedete citate nel twitt all’inizio di questo post, sono 12500£, cioè la paga proposta in questo lavoro del Professor Paul Davidson (University of Tennessee), http://moslereconomics.com/mandatory-readings/full-employment-and-price-stability/,
pubblicato nel sito di Warren Mosler, creatore della MMT.
La cifra di 11.670$, rappresenta invece la soglia di reddito minima sotto la quale si definisce una situazione di povertà negli USA a valori attuali.
Noterete che la distanza fra le due cifre e’ risibile : questo porta il Guerani e altri come lui, a etichettare il JG come sfruttamento dei lavoratori e creazione di poveri, come serbatoio di disperati per le aziende che approfitterebbero per avere salariati sottopagati, basterà dar loro pochi dollari in più del JG, e loro lo abbandoneranno per andare tra le braccia dei privati.
Ma……. rullo di tamburi…..

…….ma c’è un piccolo problema che Guerani non nota : cioè che alla fine di quel lavoro contenente la cifra di salario proposta, i famosi 12.500$, si nota una cifra.
UN BEL 1997 !!!!!!, anno in cui quel lavoro fu redatto.
Molto di voi avranno già capito quale sia l’errore di Guerani, ma per chi nn lo ha ancora colto, manteniamo la suspense e proseguiamo.

Ok, faccio notare al Guerani la cosa, cioè la data, il 1997, confidando che ciò riportasse alla ragione il nostro, rispetto alle sue critiche al JG.
Ecco il mio twitt che, dopo vari avvertimenti, svela la data del lavoro sul JG , in questione : https://twitter.com/braveheartmmt/status/462040998903050240 .
Per risposta ricevo questo : https://twitter.com/aleguerani/status/462042995832143872

Spieghiamo quindi dove sta l’errore.
Il confronto sulle cifre di prima, soggiaceva a un vizio di partenza : il Guerani confrontava un reddito annuo (12.500$) proposto e determinato nel 97, con una soglia minima di reddito di poverta’ del 2013 !!
Ecco, alcuni di quelli che non avevano capito l’errore, ora sorrideranno.
Per gli altri, proseguiamo .
Quindi, dicevamo 12.500$ di salario annuo per un JG statale: vediamo quanto era la soglia di povertà nel 1997,anno in cui quella cifra venne pensata.
Andiamo nel sito del dipartimento federale USA per i servizi sociali http://aspe.hhs.gov/poverty/97poverty.htm ,
e vediamo che la soglia di povertà nel 1997 era di 7.890$ !!
Ecco che anche ai meno affezionati ai dati e numeri, appare chiaro come la distanza fra il salario per il JG della proposta del 1997,da cui gli strali del Guerani, e la soglia di povertà magicamente aumenti, rendendo i tanti vituperati (dal Guerani) 12.500$, una cifra più che dignitosa rapportata alla soglia di povertà dell’epoca.

Una “piccola” svista a volte può generare metrate di twitt inutili, in quanto i presupposti della discussione sono falsati in partenza.

Inoltre,nel suo libro Mosler, adeguandosi ai valori di 4 anni fa, aumenta la cifra dello stipendio,si passa quindi dal 97 con 12.500$, a 14.400 del 2009, anno di uscita del libro, quando la soglia di povertà era fissata a 10.380$ http://aspe.hhs.gov/poverty/09poverty.shtml.

Ma esageriamo: perché nn chiedere direttamente alla fonte quale sia la versione?
Detto fatto ! Mando una semplice mail a Mosler e lui, velocemente e gentilmente, risponde :

On May 1, 2014 8:37 PM, “Marco” wrote:

There is debate in Italy on your proposed minimum wage to $ 7.5 per hour on the JG.
This minimum wages,7.5$, you mean without the taxes, at net?
Then, you do not seem too little $ 7.5, being too close to the poverty line in the U.S.?
thanks if you want to answer.

Marco . Padua – Italy

Da: Warren Mosler
Data: 02 maggio 2014 03:39:18 CEST
A: Marco
Oggetto: Re: A question on a minimum wage to JG
Yes
It should be as high as possible without initially being disruptive and causing millions of people to leave other jobs to take it

Makes sense?

Come potete leggere Mosler non pensa affatto a creare lavori statali sottopagati, utili solo a tenere bassi
i salari anche nel privato, ma anzi, il loro livello deve essere il più alto possibile rispetto alle decisioni che solo la comunità può decidere in base ai suoi obbiettivi condivisi.

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